A che cosa servono i sonniferi? Benefici, proprietà e controindicazioni

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I sonniferi sono una particolare tipologia di prodotti impiegati per migliorare la qualità del sonno e per svegliarsi molto più riposati al mattino. Quando si parla dei sonniferi, si fa riferimento infatti a dei particolari prodotti farmaceutici che vengono prescritti per trattare quelli che sono dei gravi casi di insonnia: ci sono veramente moltissime persone che si servono di questi per il proprio riposo.

L’insonnia è una condizione caratterizzata da un disturbo del sonno: questo si manifesta non solo con una difficoltà nell’addormentamento (più o meno marcata), ma anche con una mancanza di sonno, ovviamente sia in termini di quantità che in termini di qualità. Sono moltissimi i fattori che possono portare allo sviluppo dell’insonnia, come ad esempio delle condizioni di stress che dura molto, la presenza di patologie di tipo psichiatrico, l’assunzione di particolari farmaci….

Solitamente, i sonniferi vengono utilizzati e prescritti dai medici solamente quando l’insonnia dura troppo a lungo, causando una vera e propria invalidità nel paziente, che risente fisicamente e psicologicamente della mancanza di sonno. Sono veramente molte le diverse classi di sonniferi che vengono impiegate per ristabilire il sonno nei pazienti che soffrono di insonnia.

Caratteristiche principali

I sonniferi, che spesso vengono chiamati anche “sedativi-ipnotici”, vengono impiegati nella cura dell’insonnia, specialmente in quei soggetti in cui l’insonnia causa gravi problemi nel corso delle ore diurne. In commercio è possibile trovare veramente moltissime tipologie di sonniferi, come ad esempio i barbiturici, le benzodiazepine, i farmaci Z ed infine anche moltissimi sonniferi naturali.

sonniferi

I sonniferi naturali non hanno bisogno di una prescrizione medica per essere acquistati, ed in generale non vengono chiamati neanche sonniferi, quanto più che altro integratori per il riposo: si tratta di prodotti che possono essere assunti dalla maggior parte degli adulti sani. Questi sono spesso preparati impiegando delle piante che hanno un effetto sedativo sull’essere umano, come ad esempio la melatonina: questa è largamente impiegata nella produzione di questi integratori.

Non solo la melatonina è presente in questi integratori, ma anche altri ingredienti come ad esempio la valeriana (che è un potentissimo sonnifero naturale), la passiflora (che aiuta a prendere sonno molto più velocemente), la camomilla (un altro potente calmante) e il luppolo.

Dunque, si parla di veri e propri sonniferi senza ricetta. Ovviamente, ci sono delle insonnie troppo forte che non possono essere risolte utilizzando solamente dei prodotti di origine naturale.

Barbiturici

Moltissime persone si servono di sonniferi naturali, o anche integratori naturali per dormire, per riuscire a migliorare, sia in termini di quantità che in termini di qualità, il proprio riposo. Tuttavia, nei casi in cui l’insonnia diventa una condizione debilitante per il soggetto, è necessario passare ad un sonnifero più potente, come ad esempio i barbiturici: questi sono stati tra i primi ad essere impiegati per contrastare l’insonnia.

Approfondimento

I barbiturici, oltre ad essere utilizzati per contrastare l’insonnia, vengono anche impiegati per contrastare l’ansia, hanno proprietà anticonvulsivanti ed anestetiche. Al giorno d’oggi, i barbiturici vengono considerati abbastanza obsoleti per trattare l’insonnia, e per questo motivo oggi vengono utilizzati veramente di rado, a favore di quelli che sono altri prodotti molto più sicuri e con un’azione più mirata.

Spesso, i barbiturici vengono impiegati in campo anestetico (come ad esempio il tiopentale, che viene utilizzato come anestetico da iniettare per via endovenosa) ed in campo dei disturbi compulsivi (un esempio è il fenobarital, che viene usato per contrastare l’epilessia in quanto anticonvulsivante).  Sono quindi molti i rischi connessi all’utilizzo di barbiturici, e si consiglia quindi di utilizzare altre tipologie di sonniferi per riposare bene e per contrastare l’insonnia.

Effetti collaterali dei barbiturici

I barbiturici, per funzionare e contrastare i casi di insonnia più gravi, interagiscono con quello che è il recettore GABA-A dell’acido y-amminobutirrico: esso è un recettore canale che si attiva e permette l’entrata di ioni di cloro dentro le cellule nervoso. Questo lo porta ad esercitare un’azione depressiva sull’intero sistema nervoso centrale, e non a caso il GABA viene considerato il neurotrasmettitore inibitorio più importante che è presente all’interno dell’organismo.

Nello specifico, è possibile affermare che i barbiturici si collegato ad un sito particolare che è presente su questi recettori, che viene chiamato sito della picrotossina: grazie a questo particolare legame, i barbiturici sono in grado di attivare il recettoreQuesto consente quella che è l’apertura del canale e genera un aumento nell’entrata di GABAergica: di conseguenza, aumenta il sonno nel soggetto.

Tuttavia, come si è visto, i barbiturici non vengono spesso impiegati in quanto non solo possono essere applicati in pochi ambiti, ma sono spesso collegati a diversi effetti collaterali. Tra gli effetti collaterali più comuni c’è la confusione (specialmente nei soggetti più anziani), la depressione respiratoria, un aumento nella respirazione, diminuzione delle contrazioni del cuore, atassia, turbe della coscienza, possibile coma, tolleranza e dipendenza.

Caratteristiche delle benzodiazepine

In passato, per contrastare l’insonnia, uno dei sonniferi più utilizzati erano i barbiturici, mentre oggi giorno, nei casi più lievi di insonnia, si preferisce procedere con l’assunzione di integratori naturali a base di melatonina o camomilla. Un’altra tipologia di prodotto che viene impiegato per contrastare i casi di insonnia più gravi sono le benzodiazepine, che sono i più impiegati sonniferi in quelli che sono i casi di insonnia di breve durata, ma non solo.

Proprio come i barbiturici, anche le benzodiazepine vantano delle proprietà miorilassanti, anticonvulsivanti ed ansiolitiche: tra le più usate è possibile trovare il diazepam, il larazepam, il flurazepam ed il bromazepam. Per funzionare, le benzodiazepine agiscono in un modo veramente simile a quello dei barbiturici: infatti, anche queste sono in possesso di un sito di legame particolare su quelli che sono i recettori di GABA A dell’acido y-amminobutirrico.

Il sito in questione viene spesso chiamato “sito di legame specifico per le benzodiasepine”: per questo motivo, anche le benzodiazepine sono in grado di causare il sonno con l’aumento della trasmissione GABAergica al livello centrale. Differentemente dai barbiturici, si parla delle benzodiazepine come prodotti relativamente sicuri, ma ci sono sempre degli effetti collaterali ai quali bisogna prestare attenzione.

Tra questi effetti è possibile trovare sintomi paradosso (come agitazione, deliri, psicosi, ansia, aggressività ed irrequietezza), depressione, amnesia, eccessiva sedazione, sonnolenza nel corso della giornata, dipendenza (fisica e psichica), tolleranza ed infine atassia.

Farmaci Z

L’ultima tipologia di sonniferi che viene impiegata per contrastare quelli che sono i gravi casi di insonnia è rappresentata dai farmaci Z, che sono conosciuti anche con il nome inglese di Z drugs. Questi sono dei sonniferi completamente diversi l’uno dall’altro se analizzati dal punto di vista chimico: l’unica cosa che hanno in comune questi prodotti è l’iniziale del nome, ed è proprio per questo che vengono chiamati farmaci Z.

All’interno di questa variegata categoria di sonniferi è possibile menzionale lo zolpidem, lo zopiclone e lo zaleplon: si tratta di prodotti che vengono largamente impiegati per contrastare quei casi in cui l’insonnia diventa estremamente debilitante per il soggetto che ne soffre.

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I farmaci di tipo Z funzionano nello stesso modo in cui funzionano le benzodiazepine: queste molecole, anche se non hanno la struttura delle benzodiazepine, sono in grado di legarsi proprio al sito specifico delle benzodiazepine che si trova sul recettore GABA.

Proprio per questa ragione specifica, si parla spesso dei farmaci Z come come dei farmaci simil-benzodiazepinici: anche questi, però, proprio come i precedenti, hanno mostrato diversi effetti collaterali sui diversi soggetti. Nonostante questi prodotti sembrano possedere una capacità molto più bassa di causare dipendenza psichica e fisica, si tratta comunque di un’evenienza che può presentarsi se non si fa bene attenzione.

Tra gli altri effetti collaterali, invece, è possibile menzionare di nuovo i sintomi paradosso (come agitazione, deliri, psicosi, ansia, aggressività ed irrequietezza), amnesia anterograda, il mal di testa, l’insonnia da rimbalzo, il sonnambulismo ed i capogiri. In conclusione, non si dimentichi che tutti i sonniferi devono essere assolutamente prescritti da un medico.

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